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Assenzio: Storia, Usi, Produzione e Proprietà Del Distillato

L’Assenzio, la “fata verde” (Fee Vert) è stato uno dei principali liquori mondiali, prima di venire bandito per le sue controindicazioni legate alle allucinazioni ed ai problemi causati al fegato. Il principio attivo, il Tujone, presenta una molecola simile a quella del THC presente nella cannabis, ma la quantità non è tale da giustificarne la proibizione.

E’ noto a tutti che l’assenzio infuso e distillato mantiene profumi e aromi, ma perde il principio attivo, accusato di provocare pazzia, allucinazioni e dipendenza, per cui il problema reale era strettamente legato alle grandi quantità assunte, altrimenti non si spiegherebbe l’assenza del problema nei prodotti odierni, dove la stessa pianta viene utilizzata.

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Assenzio: Storia e Uso

L’assenzio è protagonista già da moltissimi anni, infatti sono molte le testimonianze che descrivono l’utilizzo frequente e smisurato di questo potente liquore. Hemingway nella sua opera “Per chi suona la campana”, lo fa bere ai protagonisti che si ubriacano prima di andare in battaglia, per affrontare una vera e propria missione suicida. La Spagna aveva una grande tradizione nella distillazione di assenzio, che si è tramandata fino ai giorni nostri, ma l’influenza francese ne ha abbassato notevolmente la qualità, ciò dovuto all’utilizzo dell’anice. Altro personaggio famoso che amava consumare l’assenzio era l’ispettore che indagava su Jack lo Squartatore, lo faceva per avere delle visioni che lo avrebbero aiutato a catturare l’assassino. Figure leggendarie per il consumo di assenzio furono i poeti maledetti come Boudelaire, che si aiutò moltissimo per concludere la sua migliore opera: I fiori del male.

La fata verde era anche consumata da noti artisti come Rimbauld e Van Gogh che trovavano ispirazione bevendolo, Edgar Alla Poe, scrittore, che fini distrutto dall’assenzio. A questo liquore sono stati dedicate anche alune opere pittoresche come quelle di Degas e Picasso.

Assenzio ai giorni nostri

Oggi, anche gli artisti moderni si innamorano della fata verde e sono molti che ad oggi producono diverse tipologie di assenzio, come Marylin Manson che produce un liquore con la base di assenzio chiamato Mansinthe. La materia prima è l’artemisia absinthum di cui eiste anche la variante glacialis con cui viene fatto il Genepy, la variante di montagna non contiene il principio allucinogeno. Esistevano in passato non meno di trenta preparazioni con base assenzio, tra cui il campari, i Vermouth e il pastis che venne modificato nella ricetta con l’aggiunta di polvere di liquirizia e anice per ottemperare al divieto dell’utilizzo della radice ed evitare cosi il fallimento dell’azienda.

Oggi esistono ancora aziende che producono assenzio in Francia, una di queste è la Liquoristerie de Provence che produce il Verinthè, infuso di botanici con in testa l’assenzio, da bere assolutamente allungato con acqua. Altro marchio storico è la Xenta fondata nel 1906 che produce “La Fee”, la Fata, assenzio di origine francese.Un altro ottimo prodotto è il Moscato all’assenzio dei Poderi Colla, chiamato “Bonme” (arbusto che cresce nelle campagne) e viene considerato l’antenato del Vermouth.

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